Edizione n.27 di mercoledì 7 agosto 2019

Lombardia Piemonte Svizzera

Piemonte, l’albergo diffuso esteso dalla montagna all’intero territorio

Il nuovo regolamento disciplina anche i servizi in outsourcing e i posti tappa

Uno stabile principale per i servizi di uso comune e, ad esso collegate, camere alberghiere ospitate in una serie di locali distanti fino a mille metri. E avviamento consentito non più solo in montagna ma in tutto il territorio regionale, nelle città come nei borghi o nei piccoli comuni.
Questo, in Piemonte, il profilo dell’albergo diffuso secondo le nuove regole introdotte il 15 maggio 2017 nel regolamento dalla giunta regionale. Obiettivo delle strutture diffuse, il recupero e la valorizzazione di patrimonio edilizio, cultura e tradizioni locali di centri storici, borghi e comuni.
Nelle città con più di 5mila abitanti dovranno essere circoscritti ai centri storici, mentre per i centri meno popolosi rimangono alcune deroghe. Rispetto alle caratteristiche degli alberghi, è previsto un numero minimo di camere inferiore (cinque anziché sette) e la possibilità di mantenere la destinazione d’uso residenziale, anziché turistico-ricettiva, per le strutture, ad eccezione di quelle principali.
REQUISITI E GESTIONE
Il regolamento approvato stabilisce inoltre caratteristiche e modalità di gestione delle aziende alberghiere e i requisiti tecnico-edilizi e igienico-sanitari necessari. Altre novità riguardano il sistema di classificazione e la simbologia grafica per identificare le aziende alberghiere.
Il regolamento contiene infine disposizioni in materia di:
-gestione alberghiera in outsorcing, formalizzando le modalità di affidamento dei servizi alberghieri a soggetti esterni;
-servizi aggiuntivi e complementari, regolamentando l’offerta di servizi e attività per la cura, il benessere e la salute;
- “posto tappa”, definendo criteri, caratteristiche e servizi delle strutture alberghiere collocate lungo percorsi e itinerari escursionistici riconosciuti dalla Regione;
-accessibilità delle strutture da parte dei portatori di disabilità. 

La tradizione letteraria lombarda da Porta a Gadda nell'estate di RSI Rete Due

Nelle domeniche estive e fino al 28 agosto, RSI Rete Due propone alle 15.35 la versione radiofonica di un ciclo di sei appuntamenti prodotti in collaborazione con l’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana.
Da Carlo Porta a Carlo Emilio Gadda, incontrando Carlo Dossi, Delio Tessa e Alessandro Manzoni. Questo il percorso di “Da Carlo a Carlo. La linea lombarda”, condotto tra maggio e settembre 2015 da Maria Grazia Rabiolo nello Studio 2 RSI di Besso. A comporlo sono stati letture (con le voci di Diego Gaffuri e Claudio Moneta), interventi musicali (curati dal chitarrista Claudio Farinone insieme ad altri strumentisti) e i commenti dei vari docenti universitari invitati: Guido Pedrojetta, Fabio Pusterla, Mauro Novelli, Paola Italia, Carlo Ossola e Gianmarco Gaspari.
Ora la rivisitazione del regista Claudio Laiso fa sì che l’intera serie sia disponibile in versione radiofonica. Gli ascoltatori possono così seguire un ideale viaggio tra le migliori pagine della tradizione letteraria lombarda ottocentesca e novecentesca.
Da Fraa Diodatt e On miracol di Porta a L’Altrieri e alla Vita di Alberto Pisani di Dossi, da Caporetto 1917 eVerginità calcistica di Tessa all’Adalgisa, alla Cognizione del dolore di Gadda, ai Promessi Sposi di Manzoni, le dieci trasmissioni ricordano inoltre uno studioso che a questi scrittori ha dedicato tutta la vita professionale, Dante Isella.
Info, http://www.rsi.ch/rete-due/speciali/da-carlo-a-carlo/  

Da settembre Premio Chiara – Il festival del racconto

Da settembre a novembre 2017 riparte il percorso del Premio Chiara “Il festival del racconto” con numerosi incontri e ospiti che affronteranno tematiche diverse. Il primo appuntamento è per mercoledì 27 settembre, alle 21, in Villa Recalcati di piazza Libertà 1 a Varese. La serata è dedicata allo sport. Occasione, l'uscita del libro del giornalista Gianni Spartà Dimmi perché parti, Edizioni dEste. Intervengono Ivan Basso, Giulio Clerici, Paola Ferrario Nava e Elia Luini, conduce Pier Bergonzi.
Giovedì 28, alle 18, in Triennale di Milano, viale Alemagna 6 ,Vincenzo Castella, fotografo, verrà intervistato da Francesco Zanot. Inoltre, per il Premio Riccardo Prina, concorso fotografico riservato a fotografi professionisti e no dai 18 ai 40 anni, inaugurazione della mostra “Un racconto fotografico” (visitabile fino a domenica 8 ottobre, da martedì a domenica, dalle 10.30 alle 20.30).
“Poeti del ‘900, Salvatore Quasimodo” è il tema dell'incontro di domenica 1° ottobre, alle 17.30, in Sala Triacca di via Volta 25 ad Azzate (Varese). Con Romano Oldrini. 

Maccagno, finanziati gli interventi su torrente Giona

Lavori possibili già a inizio 2018 dopo la necessaria progettazione comunale
foce Giona, alluv nov 2014

Mercoledì 13 settembre 2017 tecnici regionali incontreranno il sindaco Fabio Passera per chiarire tutti gli aspetti relativi agli interventi per la messa in sicurezza del torrente Giona. Nel marzo scorso la sua sistemazione idrogeologica è stata finanziata con 800.000 euro e i lavori potrebbero partire già a inizio 2018 a cura del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca (Varese), che sta ancora provvedendo alla necessaria progettazione.
Non è tutto. «Oltre ai fondi già citati, abbiamo stanziato ulteriori 150.000 euro per provvedere con un intervento d'urgenza alla rimozione del materiale alluvionale presente nel letto del torrente». Queste le precisazioni dell’assessora regionale al territorio, urbanistica, difesa del suolo e Città metropolitana Viviana Beccalossi circa la segnalazione del sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca sulla sicurezza del corso d’acqua.
OBIETTIVO: APPROVAZIONE A BREVE DEI DUE PROGETTI
La foce del Giona attraversa il centro abitato e ha patito, anche solo negli scorsi anni, rilevanti alluvioni che hanno rischiato di tracimare e di invadere il centro abitato.
L'assessora ha ricordato, inoltre, che gli interventi devono inevitabilmente fare i conti con le difficoltà legate alle caratteristiche chimiche naturali delle rocce che limitano la movimentazione dei sedimenti e con la presenza di una sede museale all'interno dell'alveo del torrente che di fatto favorisce il deposito di materiale prima della foce. «L'obiettivo – ha concluso Viviana Beccalossi - è arrivare il prima possibile all'approvazione di entrambi i progetti, quello comunale e quello regionale e risolvere, lavorando insieme, le criticità». 

Velate di Varese, restaurata la pensilina del tram

L’intervento sostenuto da FAI di Varese e Centro Culturale di Velate
dalla locandina del Fondo Ambiente Italiano
Pensilina del Tram di Velate Foto Laura Rampoldi  2016

A Velate di Varese, in via Adige 29, taglio del nastro sabato 5 novembre per la Pensilina del vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte. La Delegazione FAI di Varese con la collaborazione del Centro Culturale di Velate ha curato il consolidamento conservativo e la messa in sicurezza della struttura insieme al recupero di una suggestiva traccia di un’epoca a rischio di oblio.
Il manufatto riparava dalle intemperie e dal sole i viaggiatori della rete tranviaria d’avanguardia che collegava Varese con i centri limitrofi Luino, Viggiù, Angera, Valcuvia, Ponte Tresa. L’esercizio della tramvia fu chiuso il 31 agosto 1953 e da allora la pensilina fu abbandonata.
Il manufatto di Velate è entrato di recente a far parte delle proprietà del FAI. Nel 2004 era risultato il bene più votato in provincia di Varese al secondo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
LAVORI
È stato rifatto completamente il tetto riutilizzando le tegole nere marsigliesi. Le perline sono state risistemate esattamente come erano un tempo, con i riquadri originari e con estrema cura filologica, senza intervenire sui graffiti d’epoca che l’adornano e che ci restituiscono il sapore di storie passate.
Il pavimento a boccette bianche e rosa che era in buona parte crollato è stato totalmente ricostruito recuperando le boccette originali. Sono state inoltre ripristinate le vecchie panchine ed è stata inserita una fontanella per l'acqua. 

Crisi idriche in agricoltura, verso cave come bacini di accumulo

La proposta condivisa da Urbim Lombardia durante l’audizione in Commissione ambiente dell’assemblea regionale

Anche per l’agricoltura lombarda è stata una stagione irrigua molto difficile. Le temperature sono continuamente salite, mentre le piogge sono state latitanti. Le precipitazioni sono state il 46% in meno del 2016 e la disponibilità complessiva della risorsa idrica è calata. La contrazione ha colpito le portate disponibili per i territori irrigati dalle derivazioni dei fiumi Chiese, Brembo, Serio e Cherio e l’abbassamento dei livelli del fiume Po.
La situazione idrica della Lombardia è stata, il 20 settembre 2017, al centro di un’audizione del presidente Alessandro Folli e del direttore Giorgio Negri dell’URBIM Lombardia (l’Unione regionale che associa tutti i Consorzi della Lombardia) nella Commissione Agricoltura del Consiglio regionale. Base del confronto, le nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche sul settore agricolo da integrare con il Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale (legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31).
PROGETTO IN CANTIERE
Il disegno di legge prevede, tra l’altro, la realizzazione di bacini per l’accumulo di acque meteoriche da destinarsi all’uso irriguo come opportuna riserva, con particolare riferimento alle cave dismesse.
Durante l’audizione, i relatori hanno assecondato la necessità di valutare la realizzazione di tali bacini secondo un’ottica di bilancio tra disponibilità della risorsa acqua e fabbisogni idrici, da determinarsi a livello di bacino idrografico e considerando altresì le caratteristiche pedologiche, della falda freatica e della rete irrigua.
L’Unione regionale dei Consorzi di bonifica ha auspicato una rapida approvazione del provvedimento. «Dinnanzi a periodi di siccità e crisi idriche sempre più frequentii quantitativi di acqua prelevati durante la stagione irrigua sono spesso notevolmente inferiori alle portate in concessione. Il ricorso alle cave dismesse rientra in una serie di misure che possono contribuire ad una maggiore e più razionale pianificazione dell’utilizzo idrico, all’insegna di una visione che i cambiamenti climatici in atto richiedono sempre più lungimirante» ha commentato Folli. 

Lago Maggiore, viaggio da Gran Tour alle Isole Borromee

Fino al 22 ottobre “weekend da Principe” tra sale nobiliari, giardini incantevoli e villaggi caratteristici
Isola Bella
Isola Bella

Un viaggio nel tempo del Gran Tour dall’Isola Bella all’Isola Madre e all’Isola dei Pescatori non è una fantasticheria. Fino al 22 ottobre 2017 l’incanto delle Perle del lago Maggiore si apre a soggiorni di relax in uno degli appartamenti da 2 a 6 posti letto nel palazzo nobiliare.
È il pacchetto "Weekend da Principe", che comprende il pernottamento di due notti in uno degli appartamenti Borromeo’s Dream Home, il trasferimento in barca all’arrivo e al rientro, i biglietti di ingresso ai Palazzi e ai Giardini dell’Isola Bella e dell’Isola Madre. Quote a partire da 420 euro a coppia.
DA STRESA A ISOLA BELLA
Il viaggio ha inizio dal Lido di Carciano di Stresa. Con un veloce trasferimento una barca privata porta all’Isola Bella, dove la dimora principesca del Seicento splende di arazzi fiamminghi, statue, stucchi neoclassici e grotte a mosaico e mostra i 130 dipinti della Galleria Berthier, la stanza di Napoleone e la Sala della Musica, dove si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea dopo la Grande guerra.
Uscendo, ecco irrompere la visione del giardino all’italiana con statue e obelischi, scalinate e balaustre alternati su parterres e terrazze. Fuori della residenza, il caratteristico borgo attende un tuffo tra prodotti made in Italy e sapori tipici in eleganti botteghe.
ISOLA MADRE E ISOLA DEI PESCATORI
Una breve traversata e si sbarca sull’Isola Madre, per Gustave Flaubert «il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo». L’ottocentesco giardino all'inglese accoglie con il fascino tropicale di rare piante, fiori esotici, pavoni, pappagalli e fagiani in libertà e la solennità del cipresso del Kashmir, divelto da una tromba d’aria e tuttavia deciso a rifiorire di nuovo. Accanto, il Palazzo cinquecentesco conserva prestigiosi arredi di Casa Borromeo e i teatrini delle marionette, le cui rappresentazioni erano destinate all’intrattenimento e allo svago dei membri della famiglia e degli amici.
La sera il sipario cala con la suggestione della cucina di lago all’Isola Pescatori e sulla costa.
Per info e prenotazioni: e-mail: borromeosdreamhome@isoleborromee.it (telefono +39 338 8226376). 

Piemonte, ritorna il Gran Tour dei giardini storici e parchi naturali

Fino al 1° luglio 2017 visite a 40 monumenti naturali e storici dalle colline ai laghi
Busca-Castello del Roccolo_archivio Espaci Occitan

In Piemonte dall’8 aprile è iniziato il Gran Tour dei giardini storici e parchi naturali torinesi e regionali, che fino al 1° luglio 2017 toccherà 40 nuovi itinerari. L’elenco spazia dalle residenze sabaude, come Villa della Regina, Castello di Racconigi, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Reggia di Venaria Reale e Mandria, alle ville collinari e ai giardini dei laghi Maggiore e d’Orta e del Canavese (Castello di Strambino in Canavese, Villa Anelli sul lago Maggiore, le Cave Germaire e il Borgo Cornalese nell’area protetta del Po e collina torinese o giardini privati delle ville di Dronero, nel monregalese), ai Sacri Monti di Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo.
Il Gran Tour è un progetto dell’Associazione Abbonamento Musei.it, realizzato con il sostegno e la collaborazione di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo. Lungo le passeggiate si incontreranno anche alcuni degli 82 alberi monumentali tutelati dalla Regione Piemonte per il loro valore naturalistico, paesaggistico e culturale. Le modalità di visita saranno a piedi, in bus, con il trenino, su una carrozza trainata da cavalli, in battello sul lago o con la funicolare.
Per info: 800.329.329 (tutti i giorni dalle 9 alle 18); www.abbonamentomusei.it <http://www.abbonamentomusei.it>

Somma Lombardo, a Volandia aperto al pubblico l’aereo di Pertini e Wojtyla

Museo Volandia . DC9

A Somma Lombardo (Varese), da sabato 8 aprile 2017, il Museo Volandia aprirà al pubblico l’aereo DC 9 su cui viaggiarono il presidente della repubblica italiana Sandro Pertini e Papa Giovanni Paolo II. L’aereo, sottoposto a lavori di ripristino, è il gemello di quello che riportò a casa la Nazionale di calcio campione del mondo dell’82 in Spagna e andò poi distrutto.
Il velivolo è accompagnato da un allestimento sulla sua storia attraverso i viaggi dei presidenti della Repubblica e del pontefice. C’è anche, ricreato, il tavolino della famosa partita a scopone tra Pertini e Bearzot al ritorno dalla Spagna con la Coppa del Mondo.

Montagna lombarda, marchio di qualità a 97 rifugi

Premiate strutture a Castelveccana (Varese) e nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio

C'è anche un rifugio di Castelveccana, nel Varesotto, tra le 97 strutture lombarde di accoglienza in alta montagna con il marchio "Q Ospitalità italiana". Su 104 impianti controllati il riconoscimento è stato assegnato a 65 rifugi alpinistici e 32 escursionistici.
Ispettori indipendenti ne hanno accertato qualità di accoglienza, cucina, camere, servizi e aree, con un approccio eco-compatibile, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. A Milano l'11 febbraio l'assessore regionale allo Sport e Giovani e rappresentanti di Unioncamere Lombardia e Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), che gestisce il marchio "Q Ospitalità italiana", hanno distribuito l'attestato e la targa che li identifica come strutture di qualità.
In montagna la Lombardia vanta un patrimonio di 2.600 chilometri di sentieri segnalati, 166 guide alpine, 59 bivacchi, 113 rifugi alpinistici e 57 escursionistici che richiama turisti da tutto il mondo. Il marchio di qualità consente a sportivi e famiglie di verificare, anche su iPad e sul sito internet www.10q.it, le caratteristiche del rifugio dove si stanno recando, prima di mettersi in viaggio.

ELENCO DEI 97 RIFUGI PREMIATI
BERGAMO (17 rifugi): Passo del Vivione (Schilpario), Nani Tagliaferri (Schilpario), Pian de la Palù (Rogno), Capanna 2000 (Oltre il Colle), Terre Rosse (Carona), Passo San Marco 2000 (Mezzoldo), Fratelli Longo (Carona), Alberto Grassi (Valtorta), La Valle del Drago (Roncobello), Angelo Gherardi (Taleggio), Cesare Benigni (Ornica), Laghi Gemelli (Branzi), Monte Poieto (Aviatico), Antonio Curò (Valbondione), Barbellino (Valbondione), Alpe Corte Bassa (Ardesio), Coca (Valbondione).

BRESCIA (19 rifugi): Valtrompia (Tavernole sul Mella), Cima Rest (Magasa), Medelet (Pisogne), Baita Adamè (Saviore dell'Adamello), Premassone (Sonico), Torsoleto (Paisco Loveno), Franco Tonolini (Sonico), Tita Secchi (Breno), Sandro Occhi all'Aviolo (Edolo), Giuseppe Garibaldi (Edolo), Baita Iseo (Ono San Pietro), Baitone (Sonico), Petit Pierre (Ponte di Legno), 'Carlo e Filippo Tassara' (Breno), Serafino Gnutti (Sonico), Paolo Prudenzini (Saviore dell'Adamello), Antonioli (Monno), Alpini di Campovecchio (Corteno Golgi), Angelino Bozzi (Ponte di Legno).

COMO (5 rifugi): Bugone (Moltrasio), Alpetto di Torno (Sormano), S.E.V. - Pianezzo (Valbrona), Croce di Campo (San Bartolomeo val Cavargna), Dalco (Montemezzo).

LECCO (22 rifugi): Shambalà (Casargo), Cazzaniga-Merlini (Barzio), Sassi Castelli (Moggio), Dino Tavecchia (Introbio), 'Antonietta' al Pialeral (Pasturo), Capanna Vittoria (Casargo), CAI Lecco (Barzio), Baita della Luna (Moggio), Nicola (Barzio), Monza Bogani (Esino Lario), Buzzoni (Introbio), Ratti (Barzio), F.A.L.C. (Introbio), Gran Baita (Barzio), Casera Vecchia (Introbio), Riva (Primaluna), Antonio Stoppani (Lecco), Soldanella (Ballabio), Carlo Porta (Abbadia Lariana), Rocca Locatelli (Abbadia Lariana), Rosalba (Mandello del Lario), Capanna alpinisti Monzesi (Lecco).

SONDRIO (33 rifugi): L. Pizzini e M. Frattola (Valfurva), C. Branca e G. Martinelli (Valfurva), Federico in Val Dosdè (Valdidentro), Rifugio alpino al Passo di Cassana (Livigno), G. Casati e A. Guasti (Valfurva), Ghiacciaio dei forni (Valfurva), Bonetta (Valfurva), Arnaldo Berni (Valfurva), La Baita (Sondalo), Garibaldi Dreisprachenspitz (Bormio), Mai tardi (Madesimo), Savogno (Piuro), Frasnedo (Verceia), Chiavenna (Campodolcino), G. Bertacchi (Madesimo), Luigi Brasca (Novate Mezzola), Omio (Val Masino), Rasega (Val Masino), Rifugio della corte (Cosio Valtellino), Bar Bianco (Rasura), Trona Soliva (Gerola Alta), Capanna Ventina (Chiesa in Valmalenco), Longoni Antonio ed Elia (Chiesa in Valmalenco), Capanna Carate (Lanzada), Cristina (Lanzada), Zoia (Lanzada), Alpe Ponte (Lanzada), Tartaglione - Crispo (Chiesa in Valmalenco), Mario Del Grande Remo Camerini (Chiesa in Valmalenco), Motta (Chiesa in Valmalenco), Ca' Runcasch (Lanzada), Malghera (Grosio), Alpe Schiazzera (Vervio).

VARESE (1 rifugio): Giulio De Grandi Adamoli 'Capanna' (Castelveccana). 

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