Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

Lombardia Piemonte Svizzera

Velate di Varese, restaurata la pensilina del tram

L’intervento sostenuto da FAI di Varese e Centro Culturale di Velate
dalla locandina del Fondo Ambiente Italiano
Pensilina del Tram di Velate Foto Laura Rampoldi  2016

A Velate di Varese, in via Adige 29, taglio del nastro sabato 5 novembre per la Pensilina del vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte. La Delegazione FAI di Varese con la collaborazione del Centro Culturale di Velate ha curato il consolidamento conservativo e la messa in sicurezza della struttura insieme al recupero di una suggestiva traccia di un’epoca a rischio di oblio.
Il manufatto riparava dalle intemperie e dal sole i viaggiatori della rete tranviaria d’avanguardia che collegava Varese con i centri limitrofi Luino, Viggiù, Angera, Valcuvia, Ponte Tresa. L’esercizio della tramvia fu chiuso il 31 agosto 1953 e da allora la pensilina fu abbandonata.
Il manufatto di Velate è entrato di recente a far parte delle proprietà del FAI. Nel 2004 era risultato il bene più votato in provincia di Varese al secondo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
LAVORI
È stato rifatto completamente il tetto riutilizzando le tegole nere marsigliesi. Le perline sono state risistemate esattamente come erano un tempo, con i riquadri originari e con estrema cura filologica, senza intervenire sui graffiti d’epoca che l’adornano e che ci restituiscono il sapore di storie passate.
Il pavimento a boccette bianche e rosa che era in buona parte crollato è stato totalmente ricostruito recuperando le boccette originali. Sono state inoltre ripristinate le vecchie panchine ed è stata inserita una fontanella per l'acqua. 

Crisi idriche in agricoltura, verso cave come bacini di accumulo

La proposta condivisa da Urbim Lombardia durante l’audizione in Commissione ambiente dell’assemblea regionale

Anche per l’agricoltura lombarda è stata una stagione irrigua molto difficile. Le temperature sono continuamente salite, mentre le piogge sono state latitanti. Le precipitazioni sono state il 46% in meno del 2016 e la disponibilità complessiva della risorsa idrica è calata. La contrazione ha colpito le portate disponibili per i territori irrigati dalle derivazioni dei fiumi Chiese, Brembo, Serio e Cherio e l’abbassamento dei livelli del fiume Po.
La situazione idrica della Lombardia è stata, il 20 settembre 2017, al centro di un’audizione del presidente Alessandro Folli e del direttore Giorgio Negri dell’URBIM Lombardia (l’Unione regionale che associa tutti i Consorzi della Lombardia) nella Commissione Agricoltura del Consiglio regionale. Base del confronto, le nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche sul settore agricolo da integrare con il Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale (legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31).
PROGETTO IN CANTIERE
Il disegno di legge prevede, tra l’altro, la realizzazione di bacini per l’accumulo di acque meteoriche da destinarsi all’uso irriguo come opportuna riserva, con particolare riferimento alle cave dismesse.
Durante l’audizione, i relatori hanno assecondato la necessità di valutare la realizzazione di tali bacini secondo un’ottica di bilancio tra disponibilità della risorsa acqua e fabbisogni idrici, da determinarsi a livello di bacino idrografico e considerando altresì le caratteristiche pedologiche, della falda freatica e della rete irrigua.
L’Unione regionale dei Consorzi di bonifica ha auspicato una rapida approvazione del provvedimento. «Dinnanzi a periodi di siccità e crisi idriche sempre più frequentii quantitativi di acqua prelevati durante la stagione irrigua sono spesso notevolmente inferiori alle portate in concessione. Il ricorso alle cave dismesse rientra in una serie di misure che possono contribuire ad una maggiore e più razionale pianificazione dell’utilizzo idrico, all’insegna di una visione che i cambiamenti climatici in atto richiedono sempre più lungimirante» ha commentato Folli. 

Lago Maggiore, viaggio da Gran Tour alle Isole Borromee

Fino al 22 ottobre “weekend da Principe” tra sale nobiliari, giardini incantevoli e villaggi caratteristici
Isola Bella
Isola Bella

Un viaggio nel tempo del Gran Tour dall’Isola Bella all’Isola Madre e all’Isola dei Pescatori non è una fantasticheria. Fino al 22 ottobre 2017 l’incanto delle Perle del lago Maggiore si apre a soggiorni di relax in uno degli appartamenti da 2 a 6 posti letto nel palazzo nobiliare.
È il pacchetto "Weekend da Principe", che comprende il pernottamento di due notti in uno degli appartamenti Borromeo’s Dream Home, il trasferimento in barca all’arrivo e al rientro, i biglietti di ingresso ai Palazzi e ai Giardini dell’Isola Bella e dell’Isola Madre. Quote a partire da 420 euro a coppia.
DA STRESA A ISOLA BELLA
Il viaggio ha inizio dal Lido di Carciano di Stresa. Con un veloce trasferimento una barca privata porta all’Isola Bella, dove la dimora principesca del Seicento splende di arazzi fiamminghi, statue, stucchi neoclassici e grotte a mosaico e mostra i 130 dipinti della Galleria Berthier, la stanza di Napoleone e la Sala della Musica, dove si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea dopo la Grande guerra.
Uscendo, ecco irrompere la visione del giardino all’italiana con statue e obelischi, scalinate e balaustre alternati su parterres e terrazze. Fuori della residenza, il caratteristico borgo attende un tuffo tra prodotti made in Italy e sapori tipici in eleganti botteghe.
ISOLA MADRE E ISOLA DEI PESCATORI
Una breve traversata e si sbarca sull’Isola Madre, per Gustave Flaubert «il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo». L’ottocentesco giardino all'inglese accoglie con il fascino tropicale di rare piante, fiori esotici, pavoni, pappagalli e fagiani in libertà e la solennità del cipresso del Kashmir, divelto da una tromba d’aria e tuttavia deciso a rifiorire di nuovo. Accanto, il Palazzo cinquecentesco conserva prestigiosi arredi di Casa Borromeo e i teatrini delle marionette, le cui rappresentazioni erano destinate all’intrattenimento e allo svago dei membri della famiglia e degli amici.
La sera il sipario cala con la suggestione della cucina di lago all’Isola Pescatori e sulla costa.
Per info e prenotazioni: e-mail: borromeosdreamhome@isoleborromee.it (telefono +39 338 8226376). 

Piemonte, ritorna il Gran Tour dei giardini storici e parchi naturali

Fino al 1° luglio 2017 visite a 40 monumenti naturali e storici dalle colline ai laghi
Busca-Castello del Roccolo_archivio Espaci Occitan

In Piemonte dall’8 aprile è iniziato il Gran Tour dei giardini storici e parchi naturali torinesi e regionali, che fino al 1° luglio 2017 toccherà 40 nuovi itinerari. L’elenco spazia dalle residenze sabaude, come Villa della Regina, Castello di Racconigi, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Reggia di Venaria Reale e Mandria, alle ville collinari e ai giardini dei laghi Maggiore e d’Orta e del Canavese (Castello di Strambino in Canavese, Villa Anelli sul lago Maggiore, le Cave Germaire e il Borgo Cornalese nell’area protetta del Po e collina torinese o giardini privati delle ville di Dronero, nel monregalese), ai Sacri Monti di Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo.
Il Gran Tour è un progetto dell’Associazione Abbonamento Musei.it, realizzato con il sostegno e la collaborazione di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo. Lungo le passeggiate si incontreranno anche alcuni degli 82 alberi monumentali tutelati dalla Regione Piemonte per il loro valore naturalistico, paesaggistico e culturale. Le modalità di visita saranno a piedi, in bus, con il trenino, su una carrozza trainata da cavalli, in battello sul lago o con la funicolare.
Per info: 800.329.329 (tutti i giorni dalle 9 alle 18); www.abbonamentomusei.it <http://www.abbonamentomusei.it>

Somma Lombardo, a Volandia aperto al pubblico l’aereo di Pertini e Wojtyla

Museo Volandia . DC9

A Somma Lombardo (Varese), da sabato 8 aprile 2017, il Museo Volandia aprirà al pubblico l’aereo DC 9 su cui viaggiarono il presidente della repubblica italiana Sandro Pertini e Papa Giovanni Paolo II. L’aereo, sottoposto a lavori di ripristino, è il gemello di quello che riportò a casa la Nazionale di calcio campione del mondo dell’82 in Spagna e andò poi distrutto.
Il velivolo è accompagnato da un allestimento sulla sua storia attraverso i viaggi dei presidenti della Repubblica e del pontefice. C’è anche, ricreato, il tavolino della famosa partita a scopone tra Pertini e Bearzot al ritorno dalla Spagna con la Coppa del Mondo.

Montagna lombarda, marchio di qualità a 97 rifugi

Premiate strutture a Castelveccana (Varese) e nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio

C'è anche un rifugio di Castelveccana, nel Varesotto, tra le 97 strutture lombarde di accoglienza in alta montagna con il marchio "Q Ospitalità italiana". Su 104 impianti controllati il riconoscimento è stato assegnato a 65 rifugi alpinistici e 32 escursionistici.
Ispettori indipendenti ne hanno accertato qualità di accoglienza, cucina, camere, servizi e aree, con un approccio eco-compatibile, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. A Milano l'11 febbraio l'assessore regionale allo Sport e Giovani e rappresentanti di Unioncamere Lombardia e Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), che gestisce il marchio "Q Ospitalità italiana", hanno distribuito l'attestato e la targa che li identifica come strutture di qualità.
In montagna la Lombardia vanta un patrimonio di 2.600 chilometri di sentieri segnalati, 166 guide alpine, 59 bivacchi, 113 rifugi alpinistici e 57 escursionistici che richiama turisti da tutto il mondo. Il marchio di qualità consente a sportivi e famiglie di verificare, anche su iPad e sul sito internet www.10q.it, le caratteristiche del rifugio dove si stanno recando, prima di mettersi in viaggio.

ELENCO DEI 97 RIFUGI PREMIATI
BERGAMO (17 rifugi): Passo del Vivione (Schilpario), Nani Tagliaferri (Schilpario), Pian de la Palù (Rogno), Capanna 2000 (Oltre il Colle), Terre Rosse (Carona), Passo San Marco 2000 (Mezzoldo), Fratelli Longo (Carona), Alberto Grassi (Valtorta), La Valle del Drago (Roncobello), Angelo Gherardi (Taleggio), Cesare Benigni (Ornica), Laghi Gemelli (Branzi), Monte Poieto (Aviatico), Antonio Curò (Valbondione), Barbellino (Valbondione), Alpe Corte Bassa (Ardesio), Coca (Valbondione).

BRESCIA (19 rifugi): Valtrompia (Tavernole sul Mella), Cima Rest (Magasa), Medelet (Pisogne), Baita Adamè (Saviore dell'Adamello), Premassone (Sonico), Torsoleto (Paisco Loveno), Franco Tonolini (Sonico), Tita Secchi (Breno), Sandro Occhi all'Aviolo (Edolo), Giuseppe Garibaldi (Edolo), Baita Iseo (Ono San Pietro), Baitone (Sonico), Petit Pierre (Ponte di Legno), 'Carlo e Filippo Tassara' (Breno), Serafino Gnutti (Sonico), Paolo Prudenzini (Saviore dell'Adamello), Antonioli (Monno), Alpini di Campovecchio (Corteno Golgi), Angelino Bozzi (Ponte di Legno).

COMO (5 rifugi): Bugone (Moltrasio), Alpetto di Torno (Sormano), S.E.V. - Pianezzo (Valbrona), Croce di Campo (San Bartolomeo val Cavargna), Dalco (Montemezzo).

LECCO (22 rifugi): Shambalà (Casargo), Cazzaniga-Merlini (Barzio), Sassi Castelli (Moggio), Dino Tavecchia (Introbio), 'Antonietta' al Pialeral (Pasturo), Capanna Vittoria (Casargo), CAI Lecco (Barzio), Baita della Luna (Moggio), Nicola (Barzio), Monza Bogani (Esino Lario), Buzzoni (Introbio), Ratti (Barzio), F.A.L.C. (Introbio), Gran Baita (Barzio), Casera Vecchia (Introbio), Riva (Primaluna), Antonio Stoppani (Lecco), Soldanella (Ballabio), Carlo Porta (Abbadia Lariana), Rocca Locatelli (Abbadia Lariana), Rosalba (Mandello del Lario), Capanna alpinisti Monzesi (Lecco).

SONDRIO (33 rifugi): L. Pizzini e M. Frattola (Valfurva), C. Branca e G. Martinelli (Valfurva), Federico in Val Dosdè (Valdidentro), Rifugio alpino al Passo di Cassana (Livigno), G. Casati e A. Guasti (Valfurva), Ghiacciaio dei forni (Valfurva), Bonetta (Valfurva), Arnaldo Berni (Valfurva), La Baita (Sondalo), Garibaldi Dreisprachenspitz (Bormio), Mai tardi (Madesimo), Savogno (Piuro), Frasnedo (Verceia), Chiavenna (Campodolcino), G. Bertacchi (Madesimo), Luigi Brasca (Novate Mezzola), Omio (Val Masino), Rasega (Val Masino), Rifugio della corte (Cosio Valtellino), Bar Bianco (Rasura), Trona Soliva (Gerola Alta), Capanna Ventina (Chiesa in Valmalenco), Longoni Antonio ed Elia (Chiesa in Valmalenco), Capanna Carate (Lanzada), Cristina (Lanzada), Zoia (Lanzada), Alpe Ponte (Lanzada), Tartaglione - Crispo (Chiesa in Valmalenco), Mario Del Grande Remo Camerini (Chiesa in Valmalenco), Motta (Chiesa in Valmalenco), Ca' Runcasch (Lanzada), Malghera (Grosio), Alpe Schiazzera (Vervio).

VARESE (1 rifugio): Giulio De Grandi Adamoli 'Capanna' (Castelveccana). 

Milano, «L’isola che non c’era»

Iniziativa dell’Associazione Angeli dei Navigli per nuove forme di turismo in città
Milano L'isola che non c'era, manifesto

Raccontare l’importanza degli storici canali nella città della Madonnina. È l'obiettivo dell'evento “Milano l’isola che non c’era”, in programma venerdì 16 novembre, dalle 18.30 alle 19.30, nella sede di Emergency in via Santa Croce 19 a cura dell’Associazione Angeli dei Navigli, canoisti e no, impegnati nella pulizia e nella rimozione dei rifiuti dall’acqua. Alla sua realizzazione collabora l’assessore comunale alla partecipazione, cittadinanza attiva e open data, Lorenzo Lipparini.
La manifestazione vuolei restituire la metropoli lombarda ai suoi abitanti secondo nuove prospettive: non solo moda e finanza ma anche forme di turismo strettamente connesse alla città, che ricomprende numerosi punti di interesse. Tra questi, sicuramente i Navigli rappresentano un elemento di grande attrattività, sospeso tra acqua, storia e tradizione.
«L’impresa del canoista della S. Cristoforo e Angelo dei Navigli Simone Lunghi, che lo scorso settembre ha circumnavigato la città sull’acqua, suggerisce – osserva il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi nella sua newsletter del 9 novembre – una modalità green di approcciarsi a Milano, fatta di cura per i luoghi, belli ed estremamente connotati dalla presenza dell’acqua che circonda la metropoli, riscopribili a bordo di una canoa o di un kayak. Milano è dunque un’isola, ma a differenza di quella di Peter Pan c’è, c’è sempre stata ed è anche grazie a Simone Lunghi che tutti l'hanno potuta vedere». 

Domodossola, confronto tra specialisti italiani e svizzeri sullla gestione venatoria del cervo

Tecnici italiani e svizzeri si incontreranno venerdì 16 novembre 2018, al collegio Rosmini di Domodossola, nel convegno "Stato attuale della gestione venatoria del cervo: siamo sulla buona strada?".
L'incontro, organizzato dal Comprensorio Alpino VCO2 in collaborazione con il Comprensorio Alpino VCO3, e patrocinato da Ars.Uni.VCO, Ente di gestione delle Aree protette dell'Ossola e Società Italiana di Ecopatologia della Fauna, è libero.
La sessione mattutina (dalle ore 9) sarà dedicata in particolare alle esigenze biologiche della specie e alla normativa nazionale. A confronto varie esperienze italiane (provincia di Sondrio) e dei vicini Cantoni svizzeri (Grigioni e Ticino). Nel pomeriggio approfondimenti sugli aspetti tecnico-scientifici della gestione della specie: verranno descritti i dati acquisiti da soggetti marcati e radiocollarati nell'ambito del Progetto TIGRA svolto ormai da diversi anni in Svizzera, le esperienze del Parco Nazionale dello Stelvio nella gestione, gli aspetti fisio-metabolici della popolazione del cervo nel territorio della val d'Ossola e nuove tecniche di censimento con l'ausilio della termocamera.
In chiusura, tavola rotonda tra i relatori con interventi anche da parte del pubblico. Preiscrizione a segreteria di Ars.Uni.VCO (segreteria@univco.it - Tel. 0324-482548).

Apicoltura, 640mila euro per produzione e commercializzazione

In Lombardia sono attivi 143mila alveari, 12 per cento del totale nazionale

Per gli oltre 6mila apicoltori attivi in Lombardia arriva un sostegno finanziario di 642mila euro messo a disposizione dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nella campagna 2018-2019. La giunta regionale ha approvato, il 10 novembre 2018, su proposta dell'assessore all'agricoltura Fabio Rolfi, il Piano annuale di attuazione delle misure per migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura.
Gli alveari censiti in Lombardia sono circa 143mila e costituiscono il 12% del patrimonio nazionale. Gli apicoltori attivi sono oltre 6mila, di cui seicento con oltre dieci alveari e trecento con oltre centocinquanta alveari. «Gli apicoltori - ha detto Rolfi - potranno finanziare misure di assistenza tecnica, acquisire attrezzature di protezione per l'apiario, combattere la varroasi e patologie dell'alveare e ammodernare macchine e attrezzature per l'apicoltura nomade».

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