Edizione n.19 di mercoledì 3 giugno 2026
Porto Valtravaglia
Porto Valtravaglia, lavori e scoperte nel Centro religioso di Domo
Le significative caratteristiche del centro religioso di Domo sono state più volte analizzate anche in contesti di studi e approfondimenti storici mettendo in evidenza le peculiarità dei singoli monumenti ivi presenti. Il complesso è caratterizzato da ben quattro edifici storici: la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (chiesa iemale di impostazione medievale ma ampliata a fine ‘700), la Chiesa si Santo Stefano (chiesa estiva anch’essa di origine medievale e con un significativo insieme di affreschi cinquecenteschi), il Battistero Carolingio e l’ex Oratorio di San Filippo, teatro parrocchiale di cui ricorre proprio quest’anno il centenario della costruzione.
Un primo progetto per il recupero del Centro religioso di Domo, a firma dell’architetto Carolina Sangermani con la collaborazione del geometra Maurizio Isabella, è stato presentato nel 2021 e approvato l’anno successivo dalla Curia (prat. 1070/2021) e dalla Soprintendenza di Milano (prot. 27084 del 25/10/2022). Il progetto prevedeva il rifacimento della copertura e della soletta (con altri interventi minori) all’ex Oratorio di San Filippo e un restauro integrale del battistero di Domo con il rifacimento delle coperture, il consolidamento della volta, l’eliminazione di tutte le superfetazioni, il ripristino di tutte le aperture originali (tre finestre e la porta a sud), il restauro delle facciate.
LAVORI E SCOPERTE
I lavori hanno permesso di mettere in sicurezza l’importante monumento carolingio (databile tra la fine del IX secolo e l’inizio del successivo) e gli interventi interni hanno evidenziato significative caratteristiche originali. Le tre finestre erano state interrotte da una cornice ottocentesca mentre un improvvido tavolato aveva occultato la porta originale. L’eliminazione degli intonaci interni ha rimesso in luce l’antico impianto a pianta ottagonale, seppure con qualche imprecisione esecutiva.
La rimozione degli intonaci di fine ottocento ha rimesso in vista vaste porzioni di intonaco originale e altri dettagli costruttivi indispensabili per una più approfondita conoscenza del manufatto (tessitura e malta originale delle murature, inserimenti medievali, intonaci carolingi). È riemersa, inoltre, una porzione di affresco quattro/cinquecentesco raffigurante San Giovanni Battista. Di quest’opera non era nota la presenza neppure attraverso le visite pastorali, pertanto è stata una importante scoperta del tutto inattesa.
Nel corso dei vari interventi è stata anche tentata una prospezione archeologica al di sotto della parte centrale dell’attuale pavimento (realizzato attorno al 1960). Dalle notizie pervenuteci dai parroci precedenti (in particolare da don Carlo Agazzi Rota) non sembrava essersi conservato nulla delle antiche strutture legate al battistero.
L’intervento condotto dalla ditta Archeostudi di Bergamo, sotto la direzione del suo responsabile Roberto Mella Pariani e la supervisione della funzionaria di zona della Soprintendenza Archeologica Daniela Locatelli, ha portato alla rimozione di una serie di macerie depositate nel corso dell’esecuzione dell’attuale pavimento (1960).
RIEMERSA LA VASCA BATTESIMALE ORIGINALE
Nel corso degli scavi sono stati reperiti molti lacerti di almeno due pavimentazioni antiche con impasti a base calce e, alla profondità di circa 80 centimetri, è riemersa la vasca battesimale originale carolingia.
La vasca, ad immersione, a base ottagonale con orientamento pari a quello del battistero, presenta un intonaco di finitura in cocciopesto come parte della malta di allettamento delle pietre. Il fondo della vasca è stato demolito in epoca imprecisata e scavi precedenti avevano raggiunto quote inferiori. Rimangono alcune tracce su alcuni lati della vasca della quota del fondo, posto a circa un metro al di sotto dell’attuale pavimento. Una porzione della vasca, probabilmente in corrispondenza dello scarico originale, è stata demolita in epoca imprecisata.
Nelle murature attorno rimangono tracce di un piano per la presenza, in origine, di uno o due gradini per poter raggiungere il fondo della vasca. Sono ora in corso rilievi e analisi per meglio comprendere questo del tutto inedito manufatto, la cui scoperta ha decisamente aggiunto nuove informazioni a tutto il monumento originale.
LAVORI E FINANZIAMENTI
I lavori, preventivati in circa 300.000 euro, sono stati finanziati per 190.000 euro dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso l’otto per mille (prot. 1759/2023 del 2/3/2023) e con altri 80.000 euro mediante il Bando Cariplo “SOS Patrimonio” del 2023 (rif. 2023-3546).
Un particolare ringraziamento va alla CEI e alla Fondazione Cariplo per aver dato alla parrocchia di Domo la possibilità di un intervento così rilevante. Un ringraziamento anche a don Luca Ciotti, parroco di Domo e di altre cinque parrocchie, per aver sempre creduto, seguito e collaborato all’impegnativa impresa e a tutte le ditte intervenute sui due monumenti.
È possibile effettuare una donazione pro restauri mediante bonifico bancario utilizzando l’IBAN:
IT72D0306909606100000197432 su Banca Intesa intestato a Parrocchia Santa Maria Assunta Domo.
Essendo opere di restauro autorizzate dalla Curia e dalla Soprintendenza, le offerte sono deducibili dalle tasse. Inviando copia del bonifico (o strumenti tracciabili) a parrocchievaltravaglia@gmail.com verrà prodotta la certificazione da allegare alla dichiarazione dei redditi.
Maurizio Isabella
Nelle immagini (foto M.I.): Interno ed esterno del Battistero e la Vasca originale.
Portovaltravaglia, Maurizio Isabella certificatore nazionale antichi organi
Si è concluso, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana di Roma, il corso per l’accreditamento di esperti nella catalogazione di organi a canne antichi. A seguito dell’accordo tra l’Istituto per il Catalogo e la Documentazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del territorio e la Cei verrà utilizzata la scheda tecnica unica Strumenti Musicali-Organo per la catalogazione degli organi antichi italiani.
Per entrare nella piattaforma web della scheda SMO, è necessario l’accreditamento sia presso l’ICCD, sia presso la CEI. Con il corso tenutosi a Roma dal 18 al 20 di settembre è stato predisposto l’elenco dei catalogatori di organi antichi. La procedura sarà necessaria già da quest’anno per accedere ai fondi stanziati dalla CEI (derivanti dall’otto per mille destinato alla chiesa cattolica) per il restauro di organi antichi. Lo strumento informatico potrà però essere utilizzato anche per campagne territoriali di censimento degli antichi strumenti.
Le schede di censimento, non appena validate dal ministero, saranno consultabili da chiunque attraverso il sito web dell’ICCD.
Delle 80 richieste di partecipazione al corso pervenute il numero è stato limitato a 25 partecipanti scelti su stretta base curriculare.
L’elenco dei certificatori accreditati è composto da esperti (organologi, organisti, organari) presenti su tutto il territorio nazionale che saranno operativi a partire dai prossimi giorni. La lista sarà inviata e messa a disposizione di tutte le Soprintendenze e Diocesi italiane.
Ha preso parte al corso di accreditamento anche Maurizio Isabella, organologo, da 40 anni attivo nella ricerca e nello studio degli organi antichi a livello nazionale. L’accreditamento di Maurizio Isabella sarà un’occasione per catalogare, avvalendosi del supporto ministeriale poi accessibile a tutti, il ricco patrimonio organario varesino la cui scuola affonda le radici in epoche lontane e ha da sempre avuto un importante ruolo nell’ambito della produzione organaria lombarda e nazionale.
Nelle due foto: due organi per i quali Maurizio Isabella ha seguito le operazioni di restauro e le pubblicazioni successive. Uno è l'organo di Santa Croce a Firenze restaurato nel 2011; lo studio era incentrato sulle canne di Onofrio Zefferini del 1575/88. L'altro è l'organo di Donato del Piano del 1767, nella chiesa di San Nicolò L'Arena a Catania.






