Edizione n.1 di mercoledì 20 gennaio 2021

Montegrino

Bosco di Montegrino, presentazione del volume “Radici e poesia” di Fermo Formentini

dalla locandina
Formentini e la moglie Alda, 2012

Domenica 17 settembre, alle 16, nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione di Bosco Valtravaglia, sarà presentato il volume “Radici e poesia” di Fermo Formentini, curato da Carolina De Vittori. Accompagneranno proiezione di immagini e, al termine, apertura straordinaria delle Sale del presepe e delle Natività.
«La pubblicazione di un testo su Formentini è il doveroso riconoscimento per quanto l’uomo e l’artista hanno fatto e lasciato per il paese natale, Bosco, borgo del Comune di Montegrino Valtravaglia, nella provincia di Varese», spiega Carolina De Vittori. «Formentini, diventato famoso come l’autore del Presepe di radici a partire dagli anni novanta del secolo scorso, merita di essere ricordato come artefice di un’opera unica nel suo genere, alla quale ha dedicato passione e fede che hanno riempito in modo quasi totale gli anni della sua vita, al termine dell’attività di lavoro.
«Il volume a lui dedicato mette in evidenza che l’estro del personaggio non si è esaurito nella ricerca delle radici boschive, ma ha trovato modo di esprimersi anche nel piacere di una pittura semplice ed intimista, come raccontano i numerosi dipinti che riempiono le pareti della sua casa e, con vivace ispirazione, nella stesura di poesie in dialetto o in italiano».
Il volume che l’associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio, di cui Formentini è stato socio onorario, dedica a lui e alla moglie Alda Ferrari, viene pubblicato dopo la scomparsa dell’artista, avvenuta il 24 luglio 2015. Le opere sono divise in due parti. La prima relativa al Presepe di radici cui si sono aggiunte negli ultimi anni le Natività; la seconda alle poesie.
I testi sono corredati da fotografie scelte fra vecchi scatti in bianco e nero per illustrare i racconti legati al passato e a colori per il presente; alcune sono tratte da dipinti dello stesso Formentini, altre dall’archivio della famiglia o di amici che hanno voluto collaborare all’arricchimento del testo.
«Non possiamo non ricordare, aggiunge De Vittori, che la stampa di questo volume è stata resa possibile grazie al generoso legato che Fermo Formentini ha lasciato in testamento ai “Sostenitori del presepe di radici” dell’associazione Amici del Piccio, per la cura e la divulgazione delle sue opere e del suo presepe».
Ai partecipanti alla serata del 17 settembre sarà offerto in omaggio il volume. 

Montegrino e Bosco Valtravaglia, appuntamenti d’estate

Ritornano le serate organizzate dagli “Amici del Piccio”
Busto del Piccio a Montegrino

A Montegrino e Bosco Valtravaglia (Varese) l’associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio rinnova anche quest’anno l’appuntamento con le sue manifestazioni estive.
Si inizierà giovedì 10 agosto (ore 19.45) a Bosco con un incontro conviviale nella trattoria La vecchia roccia in via Risorgimento (prenotazioni da Patrizia). Partecipazione aperta a tutti. La serata in compagnia davanti a qualche piatto tipico vuole essere occasione di uno scambio di idee sulle attività proposte dall’associazione.
Sempre a Bosco, mercoledì 16 agosto (ore 21), nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione concerto d’organo di Giovanna Fornari per la rassegna "Antichi organi patrimonio d’Europa”, patrocinato dalla Provincia di Varese, con il contributo del Comune di Montegrino e degli Amici del Piccio.
L’artista di Parma eseguirà sull’organo Arioli e Franzetti, datato 1831 e recentemente restaurato, musiche che spazieranno dal XVI al XIX secolo. L’esecuzione sarà proiettata su schermo all’interno della chiesa.
Giovedì 17 agosto (ore 21), nel Teatro Sociale di Montegrino, serata cinematografica dedicata al ricordo di Paolo Villaggio, recentemente scomparso. Saranno presentate alcune interviste all’attore e la proiezione del film diretto da Lina Wertmuller “Io speriamo che me la cavo”, dove Paolo Villaggio interpreta il ruolo inedito e commovente di insegnante.
Infine, domenica 17 settembre (ore 16), nella chiesa parrocchiale di Bosco, l’associazione proporrà, unitamente a una breve proiezione, il suo evento più impegnativo, il volume “Radici e poesia” di Fermo Formentini, testo curato da Carolina De Vittori e dedicato all’autore del “Presepe di radici e delle Natività”. Il volume presenta anche un centinaio di poesie in dialetto e italiano scritte dal Formentini accompagnate da foto e cartoline che illustrano la storia di Bosco nel secolo scorso.
Le manifestazioni sono aperte a tutti e l’ingresso è gratuito. 

Montegrino e i suoi figli nel dramma di Caporetto

Al Teatro Sociale sabato 7 ottobre un nuovo episodio della commemorazione dei caduti della Grande Guerra – Terza puntata di un progetto pluriennale

«Restituire un volto ai giovani di Montegrino e di Bosco che in quel conflitto persero la vita». Questo l’obiettivo di un progetto ideato da Vittorio Larocca, cultore di storia della Grande Guerra sul fronte lombardo, e avviato due anni fa con il sostegno del Gruppo Associazione Nazionale Alpini di Bosco-Montegrino e dell’Associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali con il patrocinio dell’amministrazione comunale.
Un nuovo appuntamento è riproposto per sabato 7 ottobre (ore 21) al Teatro Sociale di Montegrino. Spiega Larocca: «Nel 2015, in occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, si è assistito ad un fiorire di eventi e manifestazioni legate a quella ricorrenza. Non sono però molte, crediamo, le manifestazioni strutturate per riproporsi con cadenza annuale fino ad arrivare al centenario della fine di quella sciagurata guerra».
PRECEDENTI RIEVOCAZIONI
Nel primo appuntamento dell’autunno del 2015
sono stati commemorati tre caduti scelti per la emblematicità dei fatti che li videro protagonisti: la morte inutile degli assalti sconsiderati a postazioni imprendibili; la carneficina del Carso; la (in)giustizia militare. Un quarto fu scelto in quanto decorato di medaglia al valore.
Nel 2016 il filo conduttore è stato: “La bella guerra”. Alle tragiche storie dei ragazzi caduti hanno fatto cornice citazioni, poesie e testimonianze di chi allora sostenne convintamente l’entrata in guerra dell’Italia.
CENTENARIO DI UNA DISFATTA
Il prossimo 7 ottobre nel Teatro Comunale
di Montegrino andrà in scena il terzo episodio. «La ricorrenza del centenario della drammatica rotta di Caporetto dell’ottobre 1917 – precisa Larocca - ci ha spinti a proporre, come filo conduttore, il tema dei pazienti, umili ma tenaci soldati, che, pure denigrati e colpevolizzati per non aver saputo resistere alla furia avversaria, seppero invece mostrare, resistendo disperatamente sul Piave, tutto il loro valore».
Ricerche storiche e d’archivio ricorderanno i ragazzi caduti nel 1917 attraverso le loro vicende sia di vita civile, prima dell’avvio al fronte, sia di vita militare e contesto tattico nel quale operarono i rispettivi reparti d’appartenenza, analizzando in particolare le azioni nelle quali hanno trovato la morte. «Come nelle precedenti occasioni – conclude Larocca - si cercherà di creare il giusto pathos ricorrendo a scene teatrali, immagini del passato e filmati, il tutto accompagnato da una interessante mostra di fotografie e documenti dell’epoca, con il rinnovato impegno a proporre un evento storicamente ineccepibile ed emotivamente coinvolgente». 

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