Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

Luino

Cai Luino: «Aiutiamo i ragazzi di Padre Claudio in Perù»

Il Cai Luino ha diffuso tra i soci una richiesta di aiuto e collaborazione arrivata dal Perù al presidente del CAI Lombardia Renato Aggio. Questo il testo della lettera inviata da Padre Claudio, che può diventare una occasione di più aperta partecipazione:
«Un saluto cordiale a tutti voi che, amanti della montagna, lavorate perché questo rapporto con la natura e con le cime possa essere una bellezza che tanti uomini e donne possano sperimentare e di cui possano gioirne.
Io sono P.Claudio e da 4 anni sono parroco in un paesino della Sierra Peruana. Il paese si chiama Cajatambo e si trova a 3400 metri di altitudine nella sierra centrale del Perù, proprio sotto la cordillera Huayuasch. Cordillera ancora bellissima e non ancora piena di turismo tra le cui cime svetta il Yerupaca (6700 mt).
I miei bambini e i miei ragazzi non hanno mai potuto vivere la bellezza delle loro montagne. Non avevano mai visto le loro montagne da vicino e non hanno mai potuto gustare della loro bellezza. Da quando sono arrivato in Cajatambo ho desiderato che potessero fare questa esperienza. Che potessero sperimentare e apprezzare tutta la bellezza e il fascino meraviglioso della loro terra per lo più appannaggio solo dei turisti.
E’ per questo che ogni anno ho proposto un’ “avventura Huayuasch”; un’avventura di 10 giorni in giro per le loro montagne con gli asini come appoggio. Un’esperienza che ogni hanno si è rivelata bellissima e arricchente.
Gli amici italiani mi hanno supportato e aiutato molto anche se le nostre attrezzature e equipaggiamenti non sempre sono risultati adeguati alle altezze raggiunte. Quest’anno con 28 ragazzi abbiamo raggiunto la cima del “Leon Dormino”, la più semplice della nostra cordillera.
Mi rivolgo a voi per chiedere un appoggio e un aiuto affinché questa esperienza possa essere sempre più bella e affascinante per i nostri ragazzi. Vi chiedo se potreste aiutarmi con scarpóncini (n. 35–43 usati) e zaini in buono stato e, se fosse possibile, con due tendoni grandi, uno come cucina e uno come luogo per mangiare. Vi allego la rivista che siamo riusciti a stampare anche quest’anno con l’aiuto di qualche persona benestante Cajatambina. Fiducioso vi saluto e vi benedico,

P.Claudio».

Canottieri Luino, medaglia per l'otto al Meeting nazionale giovanile

A Ravenna medaglie anche per Allievi e Cadetti
7,20 cadetti Emanuele Caria
8+ Luino

A Ravenna sabato importante il 23 settembre 2017 per la Canottieri Luino, presente ai Campionati italiani di società. Per la prima volta ha partecipato un otto composto da Ragazzi, Junior, Senior e Master. L’agguerrita concorrenza ha impedito l’accesso alla finale ma è restata, comunque, un’esperienza da ricordare per Manuel Ippolito, Simone Pagliuca, Daniele Bellantonio, Luca Manzo, Alessandro Del Ferraro, Gabriele Muraca, Tobia Angeretti, Paolo Zanini e la timoniera Aurora Taietti.
Due medaglie arrivano dal Meeting nazionale Allievi e Cadetti e  un segnale di crescita per i giovani dopo l’estate. Terza piazza e bronzo per Emanuele Caria (7,20 Cadetti) e il doppio Allievi C composto da Simone Pezzini e Biagio Angeretti.
Si piazzano al sesto posto Sharon Frascaroli (7,20 Cadetti), Mattia Filippini (7,20 Allievi C), Matteo Monico (7,20 Allievi C) ed Elisa Caria (7,20 Allievi C).  Settimi, invece, Tommaso Busiello (7,20 Allievi C) e Gaia Bignami (7,20 Allievi C).  

Comunità montana Valli del Verbano, rientro a Luino

palazzo ex tribunale di Voldomino

Dopo sedici anni di lontananza in Valcuvia la Comunità montana Valli del Verbano ritorna a Luino. Il rientro da Cassano Valcuvia (via Provinciale 1140) è iniziato lunedì 24 luglio e si completerà tra venerdì 28 luglio e venerdì 4 agosto 2017. Sede però non sarà più la Villa Walty di via Collodi, ma il palazzo ex tribunale di Voldomino (via Asmara 56).
Durante il trasloco gli uffici resteranno chiusi al pubblico, ma lo Sportello Unico associato per le Attività Produttive garantirà regolarmente il servizio nella sede di Cuveglio (piazza Marconi 1; tel. 0332-658513).
L’”esilio” di Cassano Valcuvia era iniziato il 21 aprile 2001. Fu allora che l’ente abbandonò la liberty villa luinese di sua proprietà per collocarsi in affitto nella struttura valcuviana a un canone negli anni salito da 50mila a circa 80mila euro l’anno. Nell’ottobre 2015 il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, propose il rientro a Luino, offrendo in comodato gratuito l’edificio di Voldomino, usato solo, per un terzo, dall’ufficio del giudice di pace e, per tutto il resto, vuoto. Ora è arrivata la risposta (e la fine di una spesa).

L’Apocalisse e un sacerdote a fine missione

cover "Un prete superfluo?"

È stato prevosto di Luino dal 1998, decano per tre mandati dal 2000 e in città ha compiuto il cinquantesimo di sacerdozio. Dopo 17 anni ha dato le dimissioni per limiti di età lasciando il Luinese.
Ora don Piergiorgio Solbiati torna a dialogare attraverso un libro, "Un prete superfluo?", edito da Macchione e uscito a fine giugno.
Di seguito pubblichiamo la prefazione al testo di Roberto Radice, professore ordinario di Storia della filosofia antica all'Università Cattolica di Milano

LA “RIVELAZIONE” DI UN DISTACCO

Quando ad Aristotele uomini di buon senso e senza nessuna malizia chiedevano a che cosa serve la filosofia, rispondeva – non senza malizia – che non serviva assolutamente a nulla, era del tutto superflua. E proprio per questo, in quanto non serviva a nulla, non era serva di nulla: cioè era libera. Tutte le altre scienze – continuava il grande filosofo – saranno più utili della filosofia, ma superiore ad essa nessuna. Ma Aristotele, se mai si fosse servito del termine “superfluo” (che peraltro non poteva usare perché viene dal latino e non dal greco, e letteralmente significa “che scorre sopra”), certamente avrebbe giocato sulla sua ambiguità di senso: questo nome, infatti, si può intendere sia come “ciò che sopravanza” – ovvero supera e sovrasta – sia come “ciò che è di troppo”. Insomma, in un caso “superfluo” significa “fuori-classe”, nell’altro “fuori dalla classe” e dal gioco.
Aristotele intendeva il primo significato, l’autore del nostro libro il secondo; l’uno parlava della filosofia l’altro di se stesso.
DUE LIVELLI
Quest’opera presenta un commento all’Apocalisse (di cui riporta brani del testo) diviso in due livelli: l’uno di carattere generale per farne intendere il senso nei suoi tratti salienti, talora correlandoli ad episodi della contemporaneità; l’altro che potremmo dire autobiografico con riferimento alla vita dell’autore.
Come Giovanni quando ebbe le rivelazioni di cui racconta era esule (a Patmos), così lo è il nostro autore: anch’egli a suo modo è in esilio, quando sovrappone quelle immagini agli episodi salienti della sua vita. In questo libro il commento autobiografico non vuol dimostrare nulla di nuovo sull’opera esaminata, ma parla della sua vitalità: anzi della sua spiritualità, nel senso che l’ispirazione dell’Apocalisse (che in greco vuol dire “rivelazione”) si ripresenta aggiornata ai nostri tempi nell’esperienza di un sacerdote, il quale, non diversamente da Giovanni, è testimone di Gesù. Questi, nella solitudine conseguente alla privazione dalla sua parrocchia, trova ispirazione per inserire la propria esperienza nel disegno finale della salvezza. A tal punto “superfluo” cambia significato: non più “in castigo”, fuori-dalla-classe, bensì nell’eccellenza dei “fuori-classe”.
“SPAESAMENTO” E VECCHIAIA
Non è la prima volta che un mio parroco o un parroco conosciuto, alla fine della sua missione, si è trovato a vivere la vecchiaia da “spaesato”, come l’uomo a cui vien tolto il paese che ha amato. E quanto più l’ha amato e quanto più si è legato ad esso, tanto più grave è stato il distacco, perché il suo non era un mestiere, ma una familiarità.
Certo ci saranno fondamenti teologici, scritturistici e organizzativi per tutto ciò, ma è noto a tutti che quando si è privati degli abituali riferimenti si invecchia prima e si invecchia peggio. E, d’altra parte, non è forse questo che tutti i medici e psicologi e, ironia della sorte, gli stessi parroci dal pulpito vietano ai fedeli per i propri anziani?
GUIDA
Il libro ha un taglio spirituale, niente affatto sindacale o polemico. Semplicemente vuole mettere in comune esperienze personali a conforto di chi si trova nelle condizioni descritte e a guida di chi deve prendere decisioni per gli altri.
E, comunque, a me pare un servizio reso a molti “superflui” della Chiesa a cui tutti devono qualcosa.
Roberto Radice  

AlpTransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate/Novara, ora necessaria una task force anche per il traffico viaggiatori

Un ministro dei trasporti nel film Destinazione Piovarolo si rivolse al capostazione Totò affermando: «L’eccellenza della rete ferroviaria è il segno della civiltà di un paese». Eccellenza del trasporto merci, passeggeri o di entrambi?
Dopo aver seguito, negli ultimi mesi e con il dovuto interesse, la necessità del trasporto merci su rotaia, così come deriva dall’apertura dell’Alp Transit, ora altrettanto doveroso interesse ci pare debba essere dedicato al servizio pubblico passeggeri, ferroviario e no.
Lo spunto deriva da quello che Regione Lombardia mise in campo qualche anno fa, se è vero che le leggi discusse e approvate non debbano riempire gli scaffali rimanendo lettera morta.

LEGGE REGIONALE DEL 2012
Nel 2012 la Regione promulgò la legge 4 aprile n.6 “Disciplina del settore dei trasporti” commentata su questo giornale il 25 luglio di quell’anno. Questa la parte conclusiva dell’articolo a mia firma “Trasporto ferroviario e le ricette della crisi, Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese”:
"…Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i “colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro".

Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (
Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca”.

IMPEGNO POLITICO TERRITORIALE
La Lombardia proponeva un sistema di trasporto integrato “rispondente alle esigenze di mobilità delle persone e della sostenibilità ambientale… con particolare riferimento al trasporto pubblico regionale e locale…” (art. 1).
Così come riteniamo che nessuno, animato da buon senso, possa negare la necessità di dotare la economia nazionale ed europea del valido supporto del trasporto delle merci garantendo sicurezza e compatibilità ambientale, sottraendolo al dominio della strada e dirottandolo sulla rotaia, altrettanto impegno le autorità preposte alle amministrazioni territoriali e locali hanno il dovere per assicurare un servizio indispensabile alla vita di tutti i giorni, siano essi lavoratori, studenti e viaggiatori in genere, quello del trasporto.
Sindaci tutti, consiglieri comunali e regionali (presenti e futuri), istituzioni regionali e nazionali avranno la capacità di costituire una task force a sostegno delle istanze dei cittadini, ripetendo la medesima unione dimostrata per il traffico merci?

In particolare e fuori da ogni metafora è opportuno scendere sul dettaglio.
QUALE IL FUTURO DI TRENORD E TILO?
A partire dal gennaio 2018 (riapertura della linea ferroviaria da Bellinzona a Gallarate o Novara, passando da Luino), il traffico merci sarà il benvenuto e beneficerà di una infrastruttura rinnovata, sicura e più scorrevole, così come vuole il progetto Alp Transit. Ma il palinsesto dei treni passeggeri di Trenord e Tilo non deve diventare figlio di un dio minore e surclassato da sua maestà il Corridoio Rotterdam–(Luino)–Genova.
Il timore, non infondato, deriva dal maggiore appeal-ascolto delle forti economie (Europa, aziende multinazionali e governo) e dal pigolio di chi, costretto all’uso del treno e a un servizio pubblico in genere, si è visto spesso abbandonato. Vogliamo augurarci che quanto riportato dalla citata legge funga da guida alle autorità che hanno il dovere di abbandonare ogni fumosità di stampo elettorale e dare concreta attuazione ad un dispositivo democraticamente approvato.
Ci permettiamo (a rischio di apparire logorroici) di riportare quanto scritto nella legge regionale:
* “…affinchè risponda alle esigenze di mobilità delle persone e di sostenibilità ambientale e favorire, attraverso l'aumento e la razionalizzazione dell'offerta, l'ottimizzazione delle reti e degli orari, lo sviluppo dei centri di interscambio e l'integrazione tra le diverse tipologie di servizio, il trasferimento modale dal mezzo privato al mezzo pubblico”;
*“…migliorare la qualità del servizio in termini di regolarità, affidabilità, comfort, puntualità e accessibilità, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, la definizione di contratti di servizio che incentivino il raggiungimento di tali risultati e la realizzazione di un adeguato sistema di monitoraggio dei fattori di produzione e della qualità del servizio, basato anche sulle valutazioni dell'utenza”.

Come si vede, c’è impegno per tutti: comuni attraversati dalla ferrovia e quelli serviti da bus di linea e dalla navigazione. Tutti uniti da un comune compito nella realizzazione di un servizio di “mobilità pubblica” sotto la efficace egida della Regione Lombardia. Ne saranno capaci?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

Luino e Iseo, un gemellaggio in nome di Garibaldi

È l’esito della tenzone tra le due città lacuali sulla primogenitura del monumento all’Eroe dei Due Mondi – In campo gli storici Federico Crimi, per Luino, e Attilio Zani, per Iseo

Due sindaci l’un contro l’altro schierato. In campo, a difesa delle rispettive rivendicazioni “usque ad effusionem sanguinis” culturale, due agguerriti paladini. In palio, la primogenitura di un monumento.
Questa, mercoledì 1 giugno, sotto il bel cielo lombardo di Iseo, la tenzone tra il sindaco iseano Riccardo Venchiarutti e il suo omologo luinese Andrea Pellicini, delegata, come si conviene a illustri dinastie, ai loro reciproci campioni “utriusque historiae” Attilio Zani, per il nobile popolo d’Iseo, e Federico Crimi, per la fiera gente verbanese.

Al centro della discordia, i monumenti all'Eroe dei Due Mondi in entrambe le città.
ORIGINE DELLA CONTESA
Quale dei due è il primo a lui dedicato in Italia? La querelle, apertasi nel 2014 con l'interrogazione di Alessandro Franzetti in consiglio comunale, si è conclusa con la vittoria di Luino, sportivamente ammessa anche dallo storico Zani. A suggellare la bella serata, uno spettacolo serale di Enzo Iacchetti.
«Ebbene gli Iseani hanno ammesso, incalzati dalla verità dei fatti, che il monumento a Garibaldi di Luino è il più antico d'Italia» è stato il commento di Crimi. «Non c'erano dubbi, vista la differenza di date; loro però avevano tentato di sostenere che il nostro era una monumento alla battaglia che aveva visto Garibaldi come protagonista a Luino nel 1848, mentre il loro, essendo il primo post mortem, era da considerare il primo commemorativo all'eroe».
NUOVA SFIDA
La questione – aggiunge Crimi - «era sostenuta da un sottile ragionamento sul concetto di monumento commemorativo che a Iseo è stato facile demolire a suon di dati. Tra i quali, il fatto che già nel 1881, Garibaldi ancora vivo, alcuni cittadini di Nizza erano venuti a Luino increduli per constatare veramente che qui già s'innalzava una statua al loro illustre concittadino».
Fine della contesa, dunque? Tutt’altro.
Per Crimi, come accade per campioni freschi di vittoria, è già pronto un altro guanto di sfida. «Ora Luino credo che possa rilanciare addirittura: “E se fosse il primo al mondo?”. Si facciano avanti, quindi, gli stati sudamericani o la Francia per dimostrare di avere una statua all'Eroe dei due Mondi più antica. Ma, repertori alla mano, sembra che, almeno per quanto riguarda la statuaria pubblica, i monumenti all'estero siano tutti successivi ai primi eretti in Italia dopo la morte di Garibaldi, nel 1882».

GEMELLAGGIO CULTURALE
Rituale, invece, la reazione dei due primi cittadini alla conclusione del duello. E, come un matrimonio pose fine alla Guerra delle Due Rose, oggi sarà un gemellaggio culturale a unire le due città lacuali.
«In realtà sapevamo già da tempo del fatto che Luino avesse una... primogenitura cronologica – ha dichiarato il sindaco Venchiarutti - ma questa tenzone è stato un simpatico modo per allacciare rapporti di collaborazione culturale e turistica fra le due realtà. Siamo certi che ne usciranno ottime cose».
Non meno ecumenica la risposta di Pellicini: «È nato un gemellaggio culturale tra due comunità di lago. L'anno prossimo, per i 150 anni della posa del nostro monumento a Garibaldi, organizzeremo un grande evento, coinvolgendo Iseo e tutte le altre città dell'Eroe dei Due Mondi».  

Frontiera, musica all’insegna di Anarchia Crocevia Ticino

A Creva secondo appuntamento del progetto del Museo d'Arte di Mendrisio

Altra Italia. Concerto di Giovanna Marini con Germana Mastropasqua e Xavier Rebut. Si terrà a Luino, presso l'IMF il 21 novembre 2014 alle ore 20.30, a cura del Centro Culturale Frontiera.
È la seconda delle tre manifestazioni che il Museo d'Arte di Mendrisio, ente organizzatore, ha destinato a Luino nell'ambito del progetto Anarchia Crocevia Ticino, ideato dal Dicastero Museo e Cultura del Canton Ticino all'interno dell'iniziativa “Viavai–Contrabbando Culturale Svizzera-Lombardia”.
Di questa iniziativa, di cui Frontiera si è fatta promotrice in Italia, ho già parlato in occasione della presentazione della prima delle tre manifestazioni, che si è tenuta il 14 settembre 2014 sotto il titolo: Si può essere rivoluzionari e amare i fiori? È stato un evento che ha suscitato qualche perplessità in chi non ha saputo coglierne il lato puramente artistico al di là delle proprie convinzioni personali.
Questo secondo evento sarà puramente musicale, non privo però di un forte sostrato ideologico, alla stregua delle concezioni che hanno ispirato l'intero programma.
Tre artisti di vaglia, riconosciuti e apprezzati in ambito internazionale, saranno per noi voci libere che riempiono la scena, lamentano le separazioni che segnano la vita, esaltano la storia dei vinti, narrano dei contadini che si fanno cantori delle proprie vite e ricordano i liberi pensatori quali erano i primi anarchici. Autrice di fama internazionale del canto politico e sociale, intellettuale di grande levatura, Giovanna Marini tesserà, insieme a Germana Mastropasqua e Xavier Rebut, il filo rosso della memoria riportando lo spettatore alla riflessione, alla commozione e al pensiero sul presente. Anche qui importante è saper cogliere la valenza artistica dell'opera, senza lasciarsi fuorviare da personalismi del resto legittimi.
*Giovanna Salvucci Marini: si diploma in chitarra classica perfezionandosi con Andrés Segovia. All'inizio degli anni '60 l'incontro con Pier Paolo Paolo Pasolini, Italo Calvino e il grande antropologo Ernesto De Martino le fa scoprire il canto sociale e la storia orale cantata. Da allora scrive musica per film e per teatro con i maggiori registi italiani. Insegna musica di tradizione orale nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma e all'Università Paris VIII.
*Germana Mastropasqua: ha una formazione di canto classico ed esperienze nei repertori moderni. Come solista pratica il canto di tradizione orale, la musica contemporanea, la musica sacra, e come cantante-attrice la musica per il teatro. Canta in opere di Giovanna Marini, oratori e spettacoli teatrali. Fa parte del “Quartetto Urbano”, gruppo vocale che presenta un repertorio di musiche tradizionali e di composizioni contemporanee.
*Xavier Rebut: da anni canta e lavora con Giovanna Marini, come solista in sue creazioni per il teatro e oratori, e come didatta per le ricerche e i corsi sul canto di tradizione orale italiano alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma. La ricerca sulla voce e la musica di tradizione orale sono alla base del suo progetto musicale e teatrale costruito tra Italia, Francia e Svizzera. Fa parte ed è direttore musicale del “Quartetto Urbano”.
Francesco Ronchi

Scalinata a lago intitolata a Guido Fontebuoni

Sarà dedicata al sommergibilista Guido Fontebuoni la scalinata a lago posta tra il complesso dell’Imbarcadero e il Porto vecchio di Luino. La cerimonia ufficiale avrà luogo domenica 30 novembre alle ore 11.15.
La giunta comunale ha accolto la richiesta dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Luino e ha deliberato l’intitolazione al giovane marinaio luinese, che perse la vita a soli 23 anni. Era a bordo del Regio Sommergibile Scirè, che il 10 agosto 1942 fu affondato  nelle acque prospicienti Haifa ad opera delle forze navali inglesi. Solo nel 1984 furono recuperate le salme di 42 marinai morti nell'affondamento.
La più celebre azione militare dello Scirè e del suo equipaggio, alla quale il fuochista Fontebuoni partecipò,  è senza dubbio l’impresa di Alessandria d’Egitto del 19 dicembre 1941, conclusasi con la messa fuori combattimento di due navi da battaglia inglesi, la Valiant e la Queen Elizabeth, e con il danneggiamento di altre due navi per mano degli incursori Luigi Durand de la Penne, Antonio Marceglia, Vincenzo Martellotta,  Emilio Bianchi, Mario Marino e  Spartaco Schergat.
«Dopo l’intitolazione della piazzetta in legno del Parco a Lago  ad Armando Chirola, martire di Cefalonia, ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini, abbiamo voluto ricordare un altro giovane luinese caduto per la patria. Fontebuoni, con l'impresa di Alessandria, contribuì a salvare l'onore italiano in guerra, offeso da tante sconfitte, causate da scelte sbagliate sul piano politico e militare».

“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”

Esercizi di lettura a cura degli studenti della II A Turismo dell’ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè”

Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi

DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI

Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.  

Luino, Palazzo Serbelloni, dal restauro all'Open gallery

Venerdì 14 marzo inaugurazione dell'esposizione di parte della quadreria di Palazzo Verbania e intitolazione della "sala rossa" a Piero Astini
Palazzo Serbelloni, sede del municipio di Luino

Dapprima sculture e quadri vari nella sala giunta. Poi una collezione di opere di Amleto Del Grosso nella sala consiliare e, sul pianerottolo, cimeli garibaldini. Ora una parte della quadreria di Palazzo Verbania sistemata alle pareti della scala, nei corridoi ritinteggiati del secondo piano e nel vestibolo del sindaco e un dipinto di Antonio da Tradate collocato nella sala rossa, dedicata all'ex sindaco Piero Astini.
Da occasionale deposito di testimonianze eterogenee Palazzo Serbelloni s'avvia, di lustro in lustro, a diventare galleria a soggetto della comunità luinese. A definire e ufficializzare il nuovo respiro dell'edificio, fresco del restauro delle facciate e prossimo - non appena ristorate le esauste casse comunali - al completamento dell'operazione anche all'interno, sarà, venerdì 14 marzo, alle ore 18, una duplice cerimonia. Sarà inaugurata la "open gallery" curata dallo storico dell’arte del territorio Federico Crimi e sarà intitolata la sala rossa a Pietro Astini con un profilo rievocativo affidato al docente dell'Università dell'Insubria Giuseppe Armocida.
Pietro Astini (Milano, 10 luglio 1927–Varese, 6 luglio 2005) arrivò sulla sponda luinese del Verbano il 30 settembre 1931 e vi rimase sino alla morte. Di professione medico di base, fu sindaco di Luino dal giugno 1993 all'ottobre 1995. Studioso di archeologia, arte, storia locale, fu presidente della Società Storica Varesina e Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica di Milano. A lui si deve l'idea del Museo Civico di Luino, del quale sarebbe stato il primo Curatore a partire dall’inaugurazione del 1968.
In Sezione Cronaca di Luino, un approfondimento storico su opere e autori della open gallery e un'analisi tematica nell'intervento di Federico Crimi.

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