Edizione n.35 di mercoledì 10 ottobre 2018

Brissago Valtravaglia, ricordato il sacrificio dei cinque giovani partigiani

Alla cerimonia hanno partecipato anche alunni di Mesenzana e Roggiano
Brissago, un momento della cerimonia

Davanti al cimitero di Brissago Valtravaglia si è tenuta, lunedì 8 ottobre 2018, la commemorazione dei cinque giovani partigiani – Giampiero Albertoli, Dante Girani, Flavio Fornara, Luigi Perazzoli, Sergio Lozio - lì fucilati il 7 ottobre 1944. Insieme con rappresentanze politiche, civili e militari e delle associazioni locali e provinciali degli Alpini e dell'Anpi erano presenti alunni e docenti dell’Istituto comprensivo “D. Zuretti” di Mesenzana e della scuola media dell’Educandato Maria SS Bambina di Roggiano. Cerimoniere, Carlo Banfi in rappresentanza del presidente Anpi Luino, Emilio Rossi.
Banfi ha ricordato l’importanza della memoria che deve essere guida per le nuove generazioni. «I vecchi che hanno visto e testimoniato – ha ammonito - stanno scomparendo: il brissaghese Enrico Menotti, del 1926; Remo Passera del ‘30, arrestato a 14 anni dalla Brigate Nere e incarcerato, presidente Anpi di Luino fino al momento della scomparsa. Importante – ha aggiunto - il ricordo di don Giovanni Barbareschi, classe 1922, morto di recente. Testimone della fucilazione – agosto ‘44 - degli operai a Piazzale Loreto, rei di aver scioperato per il carovita e contro la guerra. Andrà a benedire i loro corpi abbandonati a mo’ di esempio. Verrà incarcerato e torturato a San Vittore. Con l’organizzazione clandestina degli scouts Aquile randagie favorì l’espatrio in Svizzera di ben duemila ricercati, soprattutto ebrei. Proclamato Giusto tra i Giusti».
Don Cristian Fattore, parroco di Grantola, ha impartito una benedizione per i cinque fucilati, simbolo dei caduti di tutte le guerre, delle vittime del terrorismo e «oggi – ha detto Banfi – anche per quelli che cadono per morte violenta sulle strade, sul lavoro, nelle case e questo preoccupa perché è segno che i valori civili e umani vengono ad affievolirsi». Ad insistere su questa dignità del sacrificio e dell’impegno è stato lo stesso don Cristian, colpito dalla tragica testimonianza dei caduti della Gera.
Gli alunni di Mesenzana sono intervenuti con loro riflessioni e con la lettura di poesie sulla guerra. La presidente provinciale di Anpi, Ester De Tomasi, ha sottolineato l'importanza del ricordo e del sacrificio per i valori della libertà. Momento particolarmente intenso della cerimonia, l'esecuzione – da parte degli alunni dell’Educandato – dell’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven, simbolo di pace e fratellanza tra i popoli, dal 1985 Inno ufficiale della UE.
«Ormai una visione ristretta della realtà umana non basta più» ha concluso Banfi. «Le problematiche odierne si vincono con l’apertura al mondo intero, a cui si è improrogabilmente connessi. Dopo il secondo conflitto mondiale, la lungimiranza e il carisma dei politici che avevano visto e assistito agli orrori della guerra hanno spinto i popoli ad avvicinarsi e unirsi per gettare le basi di una vita migliore e sempre più dignitosa. I ragazzi che oggi ricordiamo hanno sacrificato la loro esistenza per questi grandi principi che devono essere luce e stimolo per il nostro cammino».