Edizione n.27 di mercoledì 7 agosto 2019

Brezzo di Bedero, lungo la Linea Cadorna tra storia e ora anche fitness

Anello di sei installazioni recentemente creato in un tratto della Linea e contornato da garitta e cavallo di frisia, trincee e cannoniere
Brezzo di Bedero, Linea Cadorna e fitness

Camminare in vicende del passato, accostarsi a testimonianze inconsuete, al contempo incontrare lo slancio della natura, muoversi da turisti, semplicemente da visitatori oppure da sportivi. A consentirlo Brezzo di Bedero, incantevole borgo del Varesotto tra collina e lago Maggiore. Qui ora è possibile praticare un po’ di sport all’aria aperta e insieme tuffarsi nella storia lungo un percorso che dal Belvedere Pasquè sale verso la Canonica e via del Piodè e, percorrendo la strada militare, porta alle postazioni del Sirpo.
Particolarmente interessante l'idea dell’amministrazione comunale che, a seguito del recupero della Linea Cadorna, ha installato sei punti di fitness all’aperto in postazioni che erano abbandonate e trascurate e, negli anni '70, usate dai contrabbandieri. «L’idea del recupero – spiega l'assessore al turismo Dario Colombo - mi è venuta nel 2017 in previsione del centenario della fine della Grande guerra. Ho pensato che come sito avesse potenzialità di attrazione turistica, specialmente in un comune come il nostro con forte presenza di turisti».
Primo passo dell'idea, abbracciata anche dal consigliere Mario Scuderi, pulire la postazione della mitragliatrice. L'iniziativa non passa inosservata. Giorno dopo giorno la partecipazione aumenta e il 25 aprile del 2018 si arriva alla prima giornata di grande partecipazione di volontari con mezzi propri. Non rimane l'unica, altre ne seguiranno con sempre maggiore adesione.
CONNUBIO AMMINISTRAZIONE E VOLONTARI
Lo spirito di gruppo si rafforza e spinge i volontari a visitare con i familiari le altre postazioni nascoste della linea Cadorna. Con l'amministrazione si stringe – sottolinea Colombo - un bel connubio: «L’amministrazione si è fatta carico dell’organizzazione e della burocrazia e ha sostenuto i costi dei cartelli didattici e degli interventi delle squadre della comunità montana. Abbiamo anche acquistato copie di divise della Grande guerra e durante gli eventi ci prestiamo come comparse. Sulla pagina face book Brezzo di Bedero, Linea Cadorna-Frontiera Nord, compaiono i post che vengono poi condivisi sugli altri gruppi di interesse verso la Prima guerra mondiale e raggiungiamo dalle 7000 alle 9000 persone».
Le postazioni - ed è questa la loro particolarità - sono l’esatta copia di quelle dove è stata combattuta la Grande guerra. «Non sono state mai usate – aggiunge Colombo – e sono facilissime da raggiungere in un contesto di natura e panorami unici. Gli abitanti della parte ovest d’Italia possono immergersi nella Prima guerra mondiale senza allontanarsi troppo da casa».
PERCORSO
A occuparsi dell'installazione e della scelta dei punti dove disporre ogni singolo attrezzo si è occupato Mario Scuderi, che - puntualizza Colombo - ha realizzato «l’idea del consigliere Gianluca Formento».
Il percorso permette di praticare un po’ di sport all’aria aperta e, nel suo avvicinare a vicende storiche tanto significative, assume veste particolarmente evocativa. «Partendo dal Belvedere Pasquè - spiega Colombo - si sale verso la Canonica. Poi si imbocca via del Piodè e, percorrendo la strada militare che porta alle postazioni del “Sirpo”, si viene subito avvolti dalla natura rigogliosa. Dopo qualche centinaio di metri ci si imbatte nella prima installazione e via via nelle altre. L’attività sportiva all’aria aperta si intreccia con la storia. La garitta e il cavallo di frisia, le trincee e le cannoniere fanno da contorno in un anello che, percorso fino in fondo, ci riporta sulla strada asfaltata esattamente sotto il complesso architettonico e religioso risalente al 1100 della Canonica. Qui consigliamo di girare a destra e salire in modo da poter ammirare il sito dove tutti gli anni si svolge il presepe vivente e più avanti l’appostamento delle cannoniere del “Castellaccio” ancora in via di recupero. Proseguendo sulla strada, ci si ricongiunge con la via del Piodè e, a quel punto, si può fare un altro giro di allenamento oppure tornare al Belvedere Pasquè».